giovedì 28 giugno 2007

Il Santo Graal è a Roma

Sul Santo Graal ci sono una marea di leggende. Secondo la tradizione, il Santo Graal sarebbe la coppa dove Gesù nell'ultima cena benedì il vino. In seguito la stessa coppa sarebbe stata usata da Giuseppe d'Arimatea per raccogliere il sangue versato da Cristo sulla croce. Ultimamente è stata rispolverata dal libro di enorme successo "Il Codice da Vinci" di Dan Brown, un'altra interpretazione. Questa interpretazione, ha alla base l'idea che la traduzione di "san greal" con Santo Graal, sia sbagliata. Infatti Dan Brown e altri numerosi studiosi, sostengono che in realtà la traduzione giusta sia "sang real" e quindi Sangue Reale.
Quindi tali studiosi sostengono che i Merovingi, cioè i primi re dei Franchi, siano stati i diretti discendenti di Gesù.
Gesù infatti, come è scritto nel libro citato, si sarebbe accompagnato con la Maddalena e da Lei avrebbe avuto un figlio. I discendenti di Gesù sarebbero stati protetti prima dai Templari e in seguito da una specie di setta, tale Priorato di Sion, di cui sarebbe stato Gran Maestro anche Leonardo da Vinci e altri importanti personaggi come Isaac Newton.

E' di pochi giorni però la notizia che Alfredo M. Barbagallo, grande archeologo e studioso di cristianesimo antico, abbia affermato che la tradizionale coppa esista davvero e che addirittura con assoluta certezza si troverebbe a Roma.In particolare si troverebbe qui:


Questa è San Lorenzo Fuori Le Mura, antica Basilica di Roma (situata vicino al cimitero del Verano) costruita nel IV secolo d.C. dall'imperatore Costantino vicino ai resti del martire San Lorenzo. Sotto di essa, ci sarebbe l'antico calice e antichi affreschi all'interno di alcune sotterranee catacombe proverebbero tale ipotesi.Ecco la notizia presa dall'articolo di Orazio La Rocca "Il Santo Graal esiste è in una chiesa di Roma", pubblicata su "laRepubblica" del 20 giugno 2007:

"Sorpresa, il Santo Graal «esiste». Parola di archeologo. Precisamente, di Alfredo M. Barbagallo, studioso di cristianesimo antico, presidente dell'Associazione «Arte e Mistero», tra i ricercatori più impegnati nell'utopica impresa di dimostrare l'autenticità del Graal. Dopo anni di studi, l'archeologo annuncia che l'antico calice usato - secondo la tradizione - da Gesù Cristo per la benedizione del vino nell'ultima cena non è una invenzione legata a leggende medievali o a miti cavallereschi. Sarebbe, invece, una reliquia effettivamente esistita. Barbagallo si spinge ad indicare il luogo dove si trova il Santo Graal: «Si trova nel sottosuolo - assicura - di una delle più antiche basiliche romane, San Lorenzo Fuori le Mura, a piazzale del Verano». Dove, però, i religiosi custodi della basilica - francescani, cappuccini - avvertono col priore, padre Frumenzio Di Donato, che «è falso perché qui in Santo Graal non c'è mai stato».Per l'archeologo, l'antica coppa, «invece è lì, lo dimostra la presenza nelle catacombe di un manufatto con le caratteristiche del tutto simili a quelle della bimillenaria reliquia». Una rivelazione - se confermata - destinata a mettere a tacere quasi duemila anni di storie e di leggende sorte intorno all'antica coppa della Passione di Cristo, e che ancora oggi suscita la fantasia di scrittori, registi e romanzieri. Basti pensare al successo ottenuto lo scorso anno dal film «Il Codice da Vinci», tratto dell'omonimo discusso best seller di Dan Brown, incentrato proprio sui presunti misteri sorti intorno al Graal in un fantasioso viaggio di intrighi e misteri iniziato a Gerusalemme e finito nei freddi cieli inglesi, passando per paesi balcani, Turchia e Medio Oriente. Ma, stando a Barbagallo il Graal è stato sempre nascosto a Roma, dove vi arrivò insieme ad altre reliquie della Passione portate da Gerusalemme. Sarebbe stato papa Sisto II a consegnarla nel 258 d.C., durante la persecuzione di Valeriano, al diacono Lorenzo. Ad avvalorare le ipotesi dello studioso una lunga ricerca svolta sulle iconografie medievali che rappresentano il Sacro Calice all'interno della Basilica, orientate verso le adiacenti catacombe di S. Ciriaca, chiuse da anni, all'interno delle quali si troverebbe, appunto, la coppa.«Ora è tempo che le autorità competenti aprano quelle catacombe per avviare le necessarie verifiche», chiede Barbagallo [...]"

5 commenti:

dani ha detto...

Proposta 'archeologica': dato che sotto la basilica c'è (a quanto si dice) l'arcano.. beh,abbattiamola no? poi scaviamo e vediamo cosa c'è sotto...
mmh..
e no ma poi le altre basiliche se la prenderebbero!non possiamo certo demolirne una a dispetto di altre.. applichiamo la par condicio e.. tutti giù per terra!!
ps.Beh che aspettate,ancora non ho ricevuto lettera alcuna di SCOMUNICATEMI! Tranquilli,tanto i soldi dell'8 per mille non ve li do lo stesso quindi non ci perdete molto....

Anonimo ha detto...

Non ti scomunicano perchè neanche le ascoltano ste cazzate

Giovanni Tonetti ha detto...

Cia Daniele, ormai hai preso proprio una deriva anticlericale...
Comunque esageri a condannare tutta la Chiesa perché all'interno di essa ci sono tante persone per bene.
Non si può condannare tutti per colpa di qualcuno.
Capisco che quando dici "abbattiamo" vuoi solo provocare, ma magari ci sono dei pazzi che con tale idea si possono fomentare.
Quindi non esagerare e... non ti far scomunicare!

Ciao

Giorgio ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Giovanni Tonetti ha detto...

Ciao Giorgio, ho censurato il tuo commento perché hai utilizzato un'espressione grave nei confronti di Bagnasco e visti i tempi che corrono e quello che è successo, non vedo perché devi rischiare per questa sciocchezza.
Siccome non ho nessuna intenzione di cancellare la tua idea anche se non la condivido, riporto qui sotto quello che hai scritto togliendo la frase "incriminata":

"Sei un mito Daniele!! Mi farei scomunicare volentieri anche io se solo potessi..ma fortunatamente non ho nè la comunione nè tantomeno il battesimo. Per fortuna i miei genitori sono persone serie e mi hanno insegnato a non perdere tempo con degli stronzi che la gente chiama preti.
Vaffanculo a ratzinger, ruini, bagnasco, navarro e tutti gli altri!!! L'unico serio là in mezzo è Milingo! Grande Monsignore..fregatene delle cazzate che dicono i bigotti!!!
Saluti a tutti, conigli compresi."